A LAZISE CONVEGNO SLOW FOOD

Persone e territorio al centro delle destinazioni

“Lago di Garda : Persone e territorio al centro delle destinazioni”, questo il tema del convegno ospitato lo scorso 14 marzo dalla Dogana Veneta di Lazise e organizzato dall’associazione Slow Food Verona Ovest.
Il tema del Convegno prende spunto dalla visione di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sul turismo del futuro che dovrebbe originarsi dalla qualità di vita, felicità, e cura della terra da parte dei cittadini residenti nelle destinazioni turistiche, come il Lago di Garda.
È questo messaggio che il residente e gli operatori turistici devono percepire per dare il proprio contributo per preservare al meglio la destinazione e contribuire a un nuovo modo di fare turismo. Non è un caso che il tema del convegno sia anche in linea con il tema principale di Terra Madre Salone del Gusto 2024, ovvero il mantenimento di un rapporto equilibrato fra gli esseri umani e la natura.
“La salvaguardia della naturale vocazione turistica dell’Italia- e in questo caso del Lago di Garda- rappresenta una delle grandi sfide del presente”, ha spiegato Petrini.
Aggiungendo “se nel passato l’industrializzazione del settore alimentare ha rappresentato una grave minaccia per la biodiversità e il patrimonio gastronomico mondiale, oggi la proliferazione di un turismo di massa mondaiolo e dalla forte inclinazione mordi e fuggi, mette in grave pericolo la vitalità di molto borghi”.
Per Roberta Garibaldi, presidente Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, “occorre investire di più sul binomio turismoenogastromia perché, soprattutto in una regione come quella del Garda, così ricca di prodotti, dal vino all’olio, per non parlare dei ristoranti di eccellenza, aiuta ad arricchire l’esperienza del turista che oggi vuole questo. Il secondo tema importante è quello di fare rete poiché, alla fine, il Garda è una destinazione unica per cui lavorare tutti assieme può portare davvero un valore aggiunto”.
Per il sindaco di Lazise, Damiano Bergamini, “c’è una grandissima opportunità da non perdere nell’entroterra perché può essere trascinato da questi numeri del turismo in crescita ma soprattutto all’aumentato interesse per le città d’arte e dei prodotti agroalimentari che probabilmente potrebbe risollevare le sorti attuali del mondo della viticoltura locale che da vent’anni sta soffrendo la politica dei prezzi”.

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