ACCADICA MAGAZINE
Cerca
Close this search box.

APINDUSTRIA, CRISI DELLA MANODOPERA

Cioetto: “Provvedimenti per favorire le nascite”

La mancanza di manodopera nelle imprese veronesi è sempre più cronica e l’innovazione tecnologica non basta a colmare il gap che si andrà sempre di più a creare in futuro.

È questa la fotografia scattata da Confimi Apindustria Verona, che attraverso il presidente, Claudio Cioetto, in occasione della conferenza stampa di fine anno, lancia un appello alle istituzioni in occasione del bilancio associativo di fine anno dell’Associazione che riunisce circa 800 PMI di Verona e provincia. «Stando alle previsioni, nei prossimi anni si verificherà una progressiva carenza di lavoratori che avrà un impatto sul sistema produttivo e sulla capacità di crescita delle aziende. La politica deve affrontare la questione con un orizzonte temporale di lungo termine. Per invertire la rotta servono provvedimenti in grado di favorire le nascite e il supporto alle famiglie».

Secondo Cioetto, ma non sono più sufficienti. Gli effetti del calo delle nascite incidono sull’intero sistema produttivo. Con meno nati, le famiglie diventano più piccole e diminuiscono di conseguenza le aziende a conduzione familiare che costituiscono la spina dorsale delle piccole e medie imprese, anche nel Veronese”.

«La nostra Associazione di categoria è impegnata in prima linea sul fronte della formazione. Per contribuire a rendere meno critica la mancanza di manodopera è necessario che ci sia un dialogo proficuo e costante tra imprenditori e mondo della scuola», afferma Carlo Grossule, presidente del Gruppo Giovani di Confimi Apindustria Verona. Misure strutturali e stabili devono essere
orientate, poi, a favorire l’occupazione femminile. A partire da un dato che la presidente del Gruppo Donne di Confimi Apindustria Verona, Marisa Smaila, evidenzia: «Nell’UE, l’Italia si colloca all’ultimo posto per tasso di occupazione delle donne, tra 25 e 49 anni, in coppia con figli a carico». Il problema che abbraccia la società, spiega, «è che senza l’indipendenza economica lavorativa nessuno di noi, uomo o donna, può decidere del proprio futuro. Avere più lavoratori e lavoratrici implica avere risorse economiche da investire in servizi alla persona che ora mancano o sono insufficienti (asili, scuole, centri di aggregazione, case di riposo, luoghi protetti per fragili) non di crediti d’imposta o maggiori detrazioni che lasciano il tempo che trovano».

Sono intervenuti (nella foto, da sinistra): Lorenzo Bossi, direttore di Confimi Apindustria Verona; Carlo Grossule, presidente del Gruppo Giovani di Confimi Apindustria Verona; Marisa Smaila, presidente del Gruppo Donne di Confimi Apindustria Verona; Claudio Cioetto, presidente di Confimi Apindustria Verona; Simona Martini, presidente Settore Legno di Confimi Apindustria Verona e Patrizia Aquironi, presidente del Distretto di Legnago di Confimi Apindustria Verona.

ACCADICA

Registrati per ricevere ogni mese la tua copia gratuita del magazine ACCADICA