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BAMBINI AL RISTORANTE

Vietato l’ingresso: scoppia la polemica

Il tema della presenza dei bambini al ristorante è sempre molto attuale. Ha recentemente fatto molto discutere la scelta di un ristoratore straniero di vietare l’ingresso nel locale ai bambini sotto i 10 anni di età. Tale decisione è stata giustificata affermando che i più piccoli, essendo spesso “rumorosi”, possono arrecare disturbo agli altri avventori e, alzandosi spesso dal tavolo, possono creare situazioni di pericolo e intralciare il lavoro dei camerieri. In un altro caso, è stato vietato l’ingresso in un ristorante (italiano) ad una coppia con un bambino di soli 6 mesi, in quanto, a dire del ristoratore, il passeggino intralciava il passaggio e poteva creare una situazione di pericolo. Questi casi hanno creato molto scalpore e accesso nuovamente sul web il dibattito su questa tematica.

Ma cosa prevede la legge? Si può vietare l’ingresso ai bambini in un ristorante?
In Italia, un ristorante è considerato un esercizio pubblico che svolge un servizio “essenziale”, e, pertanto, in assenza di un legittimo motivo, il ristoratore non può rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e corrisponda il prezzo. Questo lo prevede l’art. 187 del Regolamento per l’esecuzione del T.U.L.P.S. il quale stabilisce “Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo.”

Nella prassi, succede spesso che, soprattutto, ristoranti stellati o molto eleganti suggeriscano delle regole di comportamento e abbiano una “politica” in merito alla presenza dei bambini.

Si tratta, tuttavia, di meri suggerimenti e non di imposizioni che sarebbero vietate nel nostro paese.

In questo caso si dovranno applicare regole di buon senso e tenere sempre a mente il generale principio del rispetto degli altri. E’ evidente che i bambini abbiano tutto il diritto di accedere in qualsiasi luogo, rimane il fatto che, spesso in primis per i genitori, può diventare molto stressante trattenere un bambino piccolo per ore a tavola e il bambino, magari stanco, può arrecare disturbo agli altri commensali che hanno prenotato da tempo una cena costosa e vorrebbero godersi il momento.

Quello che accade nella realtà è che nei primi anni del bambino, senza bisogno di leggi o di linee guida dei ristoranti, è lo stesso genitore spesso ad optare per cene più veloci e in ambienti (ormai molto diffusi) a dimensioni di bimbo per non trovarsi in situazioni difficili da gestire. Tali locali, muniti di zona gioco o animazione, sono attrezzati con tutti gli strumenti per rendere piacevole la cena, oltre ai genitori e agli altri commensali, anche ai più piccoli.

Inoltre, la presenza di animazione o zone gioco consente di evitare la situazione, sempre più diffusa, di vedere bambini al ristorante concentrati tutta la cena a fissare lo smartphone dei genitori. Il telefono è spesso un rimedio efficace, una soluzione di emergenza, ma non è di certo lo strumento ideale da utilizzare ogni volta che si esce a mangiar fuori.

Avv. Giorgia Speri
Casa del Consumatore a Verona centro

 

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