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CANTINA KETTMEIR

Uno spumante per Sissi

Uno pensa allo champagne e vede la grandeur francese. Ma, sotto sotto, buona parte di quel savoir faire parla più tedesco che francese.
Oggi, nella grande Unione Europea, questo non ci sembra un fatto poi così strano. Diverso era fra il 18° e il 19° secolo quando verso la Champagne muovevano giovani enologi tedeschi (come
Deutz, Krug, Mumm, Bollinger, Heidsieck e Piper) e austriaci (come Schlumberger).

Persino la “pupitre” fu inventata da Anton von Müller. È evidente che tutto questo patrimonio di conoscenze e di esperienze non poteva non essere “monitorato” dalla scuola che l’Imperatrice Teresa d’Austria aveva istituito a San Michele all’Adige su proposta di un deputato della Dieta tirolese, Edmund Mach. Anche perché, a Merano ed al passo della Mendola, dal 1870 in poi, in più riprese, trascorrevano le vacanze estive l’Imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie Elisabetta di Baviera, la principessa Sissi, uno dei simboli più amati del romanticismo europeo.

Il Sud Tirolo era stato “destinato” dalla corte viennese alla produzione di vino e di prodotti ortofrutticoli per tutto l’Impero, ma bisognava offrire al Sovrano una “bollicina” che non
facesse rimpiangere le munitissime cantine imperiali di Vienna. Nasce così la storia degli spumanti altoatesini, col “Tiroler Gold” prodotto dalla “Uberetscher Champagnekellerei W. Burk” di Appiano ai primi del Novecento. Lo scoppio del conflitto mondiale, ed il successivo passaggio al Regno d’Italia, misero in secondo piano la produzione di vino spumante che riprese soltanto nel 1964 con la “Cuvée di Pinot Bianco”, presentata alla

Mostra dei Vini di Bolzano nel 1965 e realizzata da Giuseppe Kettmeir, che fu così l’apripista della nuova generazione di spumantisti sudtirolesi.
Dopo aver presentato lo spumante della “rinascita”, Kettmeir ha ampliato negli anni la collezione di spumanti realizzati in Alto Adige, proponendo oggi al mondo elegantissime “bollicine delle Dolomiti”, frutto di una sapienza antica e di un terroir unico.

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