Carlo Meroni Wines: tra modernità e tradizione

Nel 1935 Carlo Roberto Meroni giunge da Milano in Valpolicella, “colmo” di talento imprenditoriale e si dedica anima e corpo al mondo del vino. Oggi l’azienda produce circa cinquantamila bottiglie all’anno ed è guidata dal nipote del fondatore, Carlo.

La vendemmia è manuale. Per prime vengono raccolte le uve destinate alla produzione di Recioto e Amarone e vengono messe in appassimento sulle relle. Poi vengono raccolte, invece, le uve utilizzate per i vini più giovani, che andranno subito in pigiatura.

Ed ecco i vini della cantina di Carlo. Cominciamo con il Valpolicella Classico; dopo una macerazione di venticinque giorni, una parte invecchia cinque-sei mesi in botte di rovere, mentre la parte restante riposa in acciaio per il medesimo periodo, riunendosi poi in bottiglia. Il suo colore è molto chiaro, tanto da stupire l’occhio abituato al rosso intenso. Amabile, molto profumato, da godere fresco ad aperitivo: accompagnato da una bruschetta ricoperta da un cucchiaio di baccalà mantecato, risulta una bellissima scoperta.

Il Valpolicella Superiore presenta un colore più intenso, proprio quello che ci aspettiamo. Trenta giorni di appassimento e invecchiamento in botte di rovere per circa tre anni e mezzo, ben oltre i dodici mesi previsti dal disciplinare. Al naso giunge un inconfondibile profumo di liquirizia e si presenta piacevolmente rotondo ed amabile, quasi “vellutato”.

Ecco poi la vera celebrità, Il Ripasso, uno dei vini veneti più conosciuti in assoluto. Leggenda narra che sia nato come tentativo di nobilitare il Valpolicella Classico, vino che al tempo dei Dogi era destinato per lo più ai contadini che lavoravano nei campi. Da qui l’idea: generare una seconda fermentazione del Valpolicella Classico Superiore grazie al riutilizzo delle vinacce del Recioto. Addolcito così nei profumi, regala le tipiche sensazioni dell’uva passita, mentre al gusto comincia a farsi strada il tannino.

Carlo, oltre all’Amarone della tradizione, protagonista della linea “Velluto”, sperimenta anche un Amarone diverso. Nasce così l’Amarone 2018 della linea Carlo Meroni: botti più piccole e minore invecchiamento, senza perdita di carattere.

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