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CARNE E INQUINAMENTO

Le emissioni di CO2, facciamo chiarezza

Coldiretti da sempre denuncia l’assurdità scientifica di paragonare le stalle alle fabbriche o a qualsiasi altra fonte di immissioni in atmosfera di CO2. Ad aprile la Commissione Agricoltura dell’Unione Europea aveva tentato di ampliare il campo di applicazione della direttiva sull’inquinamento industriale (IED) estendendola sia agli allevamenti bovini dai 150 capi in su, sia agli allevamenti suinicoli e avicoli di minori dimensioni. La proposta però è stata bocciata a luglio dal Parlamento europeo anche sotto la spinta delle campagne di sensibilizzazione di Coldiretti. “In questo caso ha vinto il buonsenso – afferma Giacomo Beltrame, Vice Presidente di Coldiretti Verona e allevatore – perché è stato chiarito quanto sia ingiusto criminalizzare un settore come quello dell’allevamento che non è il principale responsabile dell’inquinamento dell’aria e del cambiamento climatico ma che anzi sta dimostrando di essere il settore con le maggiori potenzialità green”.
Le emissioni degli allevamenti si possono convogliare in centrali a biogas, con le stesse emissioni si può produrre biometano che una volta usato come combustibile per auto o per riscaldamento non produce emissioni climalteranti, inoltre, la CO2 può essere trattenuta e venduta come anidride carbonica alimentare.

“Se fosse passata, – continua Beltrame – la direttiva avrebbe portato alla perdita di posti di lavoro con la chiusura di molti allevamenti di dimensioni medio-piccole, portando all’aumento della dipendenza dalle importazioni da Paesi che hanno standard ambientali, di sicurezza alimentare e di benessere animale molto più bassi di quelli imposti agli allevatori dell’Unione”.

“Ancora peggio, – interviene Alex Vantini, Presidente di Coldiretti Verona – avrebbe dato una ulteriore spinta verso lo sviluppo di cibi sintetici a base cellulare che, è stato scientificamente provato, per ogni chilogrammo prodotto emettono una quantità di anidride carbonica superiore da 4 a 25 volte a quella della carne bovina”, il dato deriva dalla ricerca Università della California condotta da Derrick Risner. I ricercatori hanno condotto una valutazione del ciclo produttivo della carne a base cellulare stimando l’energia utilizzata in ogni fase con gli attuali metodi di produzione.

Secondo le indagini condotte da Coldiretti, consumando prodotti locali, di stagione e a chilometri zero, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a mille chili di anidride carbonica l’anno. “Fare la spesa con attenzione all’ambiente – conclude Vantini – significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni ed i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi.

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