Casa del Consumatore: 25 anni di tutela e il caso Oeno Future

Casa del Consumatore ha recentemente superato il traguardo dei venticinque anni di attività. Dal 2000 operiamo come associazione nazionale riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con oltre 100 sedi distribuite in 19 regioni italiane e con servizi dedicati alla tutela dei cittadini nei principali settori di consumo.

All’interno di questa rete, la sede di Verona ha continuato a operare con competenza, ma nell’ultimo anno è stata chiamata a un impegno straordinario a causa della vicenda Oeno Future. Oeno Future Ltd era una società londinese specializzata negli investimenti in vini di pregio, fondata nel 2021 da un noto sommelier italiano che, grazie alla sua immagine professionale e alla credibilità acquisita nel settore, aveva contribuito a costruire un modello commerciale particolarmente persuasivo. La società proponeva l’acquisto di bottiglie di alto valore, custodite in caveau dedicati, con la prospettiva di una rivalutazione nel tempo e di una successiva rivendita sul mercato internazionale. L’intero progetto era sostenuto da una comunicazione sofisticata, eventi esclusivi, riconoscimenti internazionali e un linguaggio che richiamava stabilità, competenza e crescita.

La realtà emersa successivamente è stata molto diversa. Le autorità britanniche, nel dicembre 2025, hanno disposto la liquidazione della società dopo aver rilevato gravi irregolarità nella gestione dei portafogli. Le verifiche dei liquidatori hanno evidenziato una discrepanza sostanziale tra il patrimonio dichiarato e quello effettivamente esistente: solo una quota stimata intorno al venti per cento delle bottiglie che risultavano vendute agli investitori è stata rintracciata nei depositi, mentre la parte restante non risulta reperibile. Questo dato ha reso immediatamente evidente la portata del danno economico, che ha coinvolto centinaia di risparmiatori europei e italiani.

Il numero di investitori coinvolti nella provincia di Verona è stato particolarmente elevato e non a caso una parte significativa di essi proveniva dal mondo ho.re.ca., un comparto che vive quotidianamente il rapporto con il vino e che, proprio per questa familiarità, è stato più esposto alle proposte di investimento presentate dalla società. Questa concentrazione territoriale e settoriale ha richiesto un lavoro intenso di analisi, assistenza e coordinamento, trasformando il caso Oeno Future in uno dei dossier più rilevanti affrontati dalla nostra sede negli ultimi anni. Per consentire ai creditori di far valere i propri diritti, le autorità inglesi hanno attivato un portale telematico dedicato alla procedura di liquidazione, attraverso il quale è possibile presentare la domanda di insinuazione al passivo.

La sede veronese di Casa del Consumatore sta seguendo direttamente gli investitori in questa fase, curando la predisposizione della documentazione necessaria, la ricostruzione dei rapporti contrattuali e l’interlocuzione con i liquidatori. Parallelamente, abbiamo avviato un procedimento penale in Italia e la Procura della Repubblica competente sta conducendo indagini per accertare eventuali responsabilità nella gestione dei beni, nelle comunicazioni rivolte agli investitori e nelle condotte che hanno determinato la perdita del patrimonio. Anche su questo fronte la nostra sede sta fornendo supporto tecnico e giuridico, raccogliendo testimonianze, analizzando la documentazione e coordinando le iniziative necessarie per tutelare gli interessi dei cittadini coinvolti.

La vicenda Oeno Future ha riportato l’attenzione sui rischi connessi agli investimenti in vino di lusso, un settore che negli ultimi anni ha attirato un numero crescente di risparmiatori, anche grazie alla percezione di un bene tangibile e culturalmente prestigioso. Tuttavia, si tratta di un mercato privo di regolamentazione specifica, nel quale la valutazione del rischio è complessa e la trasparenza non sempre garantita.

La difficoltà di verificare l’esistenza fisica del bene, la dipendenza da intermediari per la custodia e la rivendita, l’assenza di un mercato secondario stabile e la possibilità di sovrastime del valore rendono questo tipo di investimento particolarmente esposto a criticità. Il caso Oeno Future ne rappresenta un esempio emblematico, mostrando come la combinazione di promesse di rendimenti elevati, comunicazioni persuasive e scarsa verificabilità del bene possa generare danni significativi ai consumatori. Per il settore ho.re.ca., che vive quotidianamente il mondo del vino e ne conosce le dinamiche commerciali, questa vicenda rappresenta un monito importante.

La collaborazione tra Casa del Consumatore e Accadica nasce proprio dall’esigenza di informare in modo chiaro e rigoroso gli operatori del settore e i consumatori, affinché possano riconoscere i segnali di rischio e orientare le proprie scelte con maggiore consapevolezza. La tutela passa anche attraverso la conoscenza e la capacità di distinguere tra opportunità reali e proposte che, pur presentandosi con un’immagine professionale, possono nascondere criticità profonde. La sede di Verona di Casa del Consumatore continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della procedura di liquidazione e delle indagini penali; la tutela dei cittadini resta il fulcro della nostra attività, oggi come venticinque anni fa.


ACCADICA
Registrati per ricevere ogni mese la tua copia gratuita del magazine ACCADICA