Ecco come funziona per gli imballaggi plastici
In questi anni potresti aver sentito parlare del deposito cauzionale per diversi imballaggi, come ad esempio le bottiglie di plastica, senza però avere in mente di che cosa si tratti nello specifico. Ebbene, il deposito cauzionale rappresenta una delle soluzioni più efficaci e attualmente diffuse per affrontare il problema della gestione dei rifiuti plastici. Ma di cosa si tratta esattamente e come funziona?
Il deposito cauzionale (o DRS, acronimo inglese per Deposit Return Scheme) è un sistema di gestione dei rifiuti che prevede l’applicazione di una piccola tassa aggiuntiva sul prezzo di vendita di alcuni prodotti, come ad esempio le bottiglie di plastica. Questa tassa, che può variare da 10 a 25 centesimi a seconda del paese e della tipologia di contenitore trattata, viene rimborsata al consumatore quando restituisce l’imballaggio vuoto in un punto di raccolta designato.
Bisogna ricordare che esiste un’altra pratica simile applicata in diversi paesi, il cosiddetto vuoto a rendere che, pur funzionando in maniera analoga si differenzia per il fine.
Il processo di funzionamento del deposito cauzionale è relativamente semplice:
quando il consumatore acquista una bevanda in una bottiglia di plastica, paga il prezzo del deposito cauzionale oltre a quello del prodotto.
Dopo aver consumato il contenuto della bottiglia, può restituire la bottiglia vuota in un punto di raccolta ricevendo indietro il deposito cauzionale pagato al momento dell’acquisto.
Diversi paesi hanno già implementato con successo il sistema del deposito cauzionale, ottenendo risultati significativi nella riduzione dei rifiuti plastici. Tra gli esempi più efficaci per spiegare la portata del fenomeno ci sono sicuramente quelli della Germania e della Norvegia che vantano un sistema estremamente efficace, con un tasso di ritorno delle bottiglie di plastica del 97/98%.
Per quanto riguarda l’Italia, sembra che l’introduzione di questa pratica non sia prossima; tuttavia è difficile escludere che, nel giro di qualche anno, anche l’Italia si dovrà adeguare alle politiche europee sullo smaltimento e riciclo consapevole dei rifiuti come già altri Paesi.
Nel mese di aprile è infatti stato approvato dalla Comunità Europea il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (con acronimo PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation), che pone particolare attenzione al riciclo degli imballaggi plastici, oltre a stabilire quali di questi spariranno gradualmente nei Paesi dell’Unione.
L’introduzione del deposito cauzionale in Italia avrebbe diversi obiettivi: intanto, incentivando la restituzione degli imballaggi monouso, si ridurrà la quantità di plastica dispersa nell’ambiente (che attualmente solo in Italia ammonta a 4 milioni di tonnellate, di cui oltre l’80% proviene dall’industria degli imballaggi, stando a quanto riporta una recente ricerca del WWF). Bisogna tenere in considerazione anche l’altro punto cardine di questa pratica: il sistema aiuterà infatti a sensibilizzare i cittadini sull’importanza del riciclo e della gestione responsabile e più consapevole dei rifiuti, in un’ottica incentrata sulla salvaguardia ambientale.
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