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MALGA PODESTARIA

Un simbolo per la Lessinia

Da almeno 600 anni, malga Podestaria è un luogo simbolo per il territorio della Lessinia. Ma se nel 1400 il suggestivo complesso rurale adagiato tra le caratteristiche dune erbose delle Terre Alte doveva la sua importanza alla presenza del podestà, oggi i locali della malga ospitano uno dei rifugi più conosciuti e amati all’interno dei confini del Parco Naturale della Lessinia.

Posto in un punto strategico, circa a metà strada tra Bosco Chiesanuova ed Erbezzo, sul sentiero europeo E7, si presta nel migliore dei modi ad essere una tappa obbligata per i tantissimi escursionisti che frequentano i sentieri dell’Altopiano: universalmente conosciuta per la Festa della Podesteria – la manifestazione “regina” dell’estate in Lessinia che la prima settimana di agosto intreccia storia e cultura, folklore e tipicità del territorio – nei fine settimana d’inverno (è chiusa dal lunedì a venerdì) la malga è un imperdibile punto di ristoro per i tanti appassionati dello sci da
fondo, oppure per chi preferisce l’emozione di una passeggiata sulla neve fresca, galleggiando sulle ciaspole. Una volta entrati, rinfrancati dal calore della tipica atmosfera montana che si respira nel rifugio, non c’è che da scegliere tra i piatti proposti da Elisa, lo chef di casa, che insieme a Mirco e Andrea, con la collaborazione degli altri componenti dello staff, da sette anni gestisce con passione la struttura. Il menù un giusto compromesso tra tradizione e innovazione, con un occhio di particolare riguardo alla cucina vegetariana, piatti molto curati, leggeri e nutrienti, ottima opportunità quindi per chi poi deve rimettersi in cammino ma non vuole rinunciare al piacere del palato.

“Chi si ferma da noi – sottolinea Elisa – sa che trova piatti improntati alla valorizzazione del territorio. Cerchiamo di offrire una cucina rustica ma nello stesso tempo curata, dove tutto è fatto da noi e preparato in giornata. Certo, i nostri ospiti devono essere consapevoli di trovarsi in un rifugio montano, un ambiente rustico dove ancora manca l’acqua corrente e non è sempre possibile approvvigionarsi delle materie prime”. Basta dare uno sguardo al menù infatti, per farsi venire l’acquolina in bocca: Tra i primi, oltre alle zuppe, non possono mancare gli gnocchi di malga al burro e ricotta affumicata, così come il pasticcio di zucca, funghi e formaggio Monte veronese, giusto per fare un esempio, mentre tra i secondi, accanto alle tradizionali ricette a base di carne, spiccano
le proposte vegetariane, tra cui le polpette di ricotta fresca cotte al sugo di pomodoro, o lo sformato di lenticchie rosse accompagnato da verdure cotte e squisite patate. Si chiude con un dolce, ovviamente fatto in casa. Incluso nel prezzo del menù, naturalmente, lo spettacolare paesaggio in cui ci si può immergere mentre si sta seduti a tavola, anch’esso tutto da gustare.

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