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MANODOPERA BOOM DI DOMANDE

Boom di domande. Nel click day per il Decreto Flussi, che si è svolto il 27 marzo, il numero delle domande di manodopera straniera ha superato di gran lunga la quota messa a disposizione dal recente Decreto Flussi, vale a dire 82.705 unità, di cui 44.000 riservate agli ingressi per motivi di lavoro stagionale.

A fronte della sempre maggiore difficoltà di reperire manodopera, il governo ha introdotto alcune sensibili semplificazioni nella normativa di riferimento. È prevista, per il settore agricoltura, la possibilità di avvalersi di un meccanismo di scorrimento, in base al quale le richieste non accolte – perché in sovrannumero rispetto alla quota disponibile per il prossimo click day – saranno esaminate in via prioritaria nell’ambito dei successivi decreti flussi – uno dei quali dovrebbe essere a breve emanato – senza la necessità di dover ripresentare la relativa domanda.

La semplificazione burocratica è evidente e certamente lodevole. È previsto che i lavoratori stranieri possano essere impiegati subito dopo aver ottenuto il nulla osta, senza dover attendere la firma del contratto di soggiorno.

“Ci auguriamo che ci sia davvero una semplificazione – sottolinea Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona –, in quanto l’anno scorso le procedure burocratiche a rilento avevano causato gravi ritardi nel reperimento della manodopera, dato che in maggio ancora non si sapeva quando sarebbero arrivati i lavoratori stranieri richiesti con il click day in febbraio. Le campagne di raccolta erano iniziate con carenze di braccianti, determinando una situazione di grave disagio per le aziende agricole, costrette a provvedere al reperimento dei lavoratori con altri sistemi. Questa stagione si prospetta ancora più difficile. Serviranno infatti più lavoratori extracomunitari rispetto allo scorso anno, in quanto dall’Est Europa, tra il problema della guerra e cambiamenti emersi dall’emergenza covid, gli arrivi sono sempre meno. Sul reale fabbisogno bisognerà comunque ragionare dopo marzo e aprile perché, se continua la siccità di questi mesi, non ci sarà molto da raccogliere. Infine, bisogna augurarsi che non succeda quello che è successo l’anno scorso, quando ci furono ritardi colossali a causa del disbrigo delle pratiche e non ci fu la manodopera sufficiente quando necessario”.

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