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NO ALLA CARNE SINTETICA

Giacomo Beltrame

Beltrame, di Coldiretti, spiega quali sono i pericoli

L’iniziativa di Coldiretti Verona “Griglie sull’Adige”, tenutasi presso il Mercato coperto di Campagna Amica riscuotendo una notevole partecipazione di pubblico, è stata l’occasione per affrontare una tematica di grande attualità quale la carne sintetica. A riguardo facciamo il punto della situazione con il vicepresidente provinciale di Coldiretti Giacomo Beltrame.

“Abbiamo parlato della zootecnica e della nostra carne perché da diversi mesi è sotto attacco a livello europeo dal momento che ci accusano di inquinare, maltrattare gli animali, di essere la prima causa del cambiamento climatico. Quando invece, anche con dati scientifici, è stato dimostrato che le aziende hanno fatto importanti investimenti per migliorare il ciclo produttivo. Abbiamo poi dato vita ad una battaglia contro il cibo sintetico poiché è un’alternativa, per così dire, che stanno cercando di proporre come soluzione di tutti i mali. La stiamo contrastando con ogni mezzo dal momento che difendiamo un patrimonio storico, non solo a livello alimentare ma anche come tradizione familiare, culturale, paesaggio ed ambiente che noi ci vantiamo di rappresentare. Tutto questo lavorando il terreno per poi produrre la materia prima che va ad alimentare i nostro animali”.

Ma da chi è partita questa idea del cibo sintetico? I primi sponsor di queste iniziative sono i miliardari, a livello mondiale, una piccola cerchia che però ha una capacità economica paragonabile a quella di intere nazioni e che ha deciso di investire in questo settore. Questo con lo scopo di avere poi chiaramente il monopolio sulla produzione del prodotto e trasformalo quindi in una grande business.

Ma il Parlamento italiano come ha reagito a questa minaccia? “ L’attuale governo ha approvato una mozione con cui è stata vietata la produzione e commercializzazione della carne sintetica. La mozione è stata recentemente approvata anche dal Senato”.

Perché la carne sintetica è pericolosa per il consumatore? “Innanzitutto perché è un prodotto che non conosciamo. Non sappiamo se avrà delle conseguenze tra qualche anno, tenuto contro che si parte comunque sempre da cellule animali che vengono riprodotte con bioreattore nucleare in laboratorio. E poi perché la nostra cultura e alimentazione mediterranea ha dimostrato, e ci è stato riconosciuto a tutti i livelli, che la nostra è la miglior cucina mondiale. Per cui sappiamo quanto è importante la proteina animale soprattutto nelle prime fasi di crescita, alla base per lo sviluppo di tutte le parti del corpo umano. La proteina chimica quindi non può sostituire quella animale. Per questo chiediamo che a livello europeo questi prodotti vengano equiparati a quelli farmaceutici che hanno un iter molto rigoroso prima di essere definitivamente approvati”.

Marco Ballini

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