Il Direttore della Cantina Sociale di Monteforte d’Alpone rilancia l’uva Garganega
Fondata nel 1952 come cooperativa, la Cantina di Monteforte d’Alpone conta oggi circa 500 soci e 1200 ettari vitati, di questi l’80% all’interno di DOC o DOCG, pigiando 220.000 quintali di uva l’anno. Clivus il suo marchio di eccellenza. Parte di questi vigneti si trovano nei comuni di Monteforte d’Alpone, Soave, Montecchia di Crosara e San Giovanni Ilarione, che rappresentano le principali colline di origine vulcanica.
Ampia la gamma dei vini prodotti: Garganega, DOC Garda, DOC Soave, Soave Classico e Superiore DOCG, Durello IGT, Durello DOC, Pinot Grigio delle Venezie, Chardonnay sia DOC Garda sia IGT, Merlot, Cabernet, Valpolicella, Valpolicella Superiore, Ripasso e Amarone. Da segnalare che le UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) del Soave Classico crescono prevalentemente su suolo vulcanico dove si pratica in molti punti la viticultura eroica (es. Tremenalto) con pendenze oltre il 30%. La vendemmia a Monteforte è per il 90% rigorosamente a mano ed i grappoli arrivano in cantina integri. L’ unica cooperativa in italia, al momento, che pressa grappoli interi per preservare tutte le caratteristiche organolettiche del frutto, una tecnica che necessita di uve sane e pulite, lavorate in bassa solfitazione; tutti i mosti decantano staticamente a freddo ed i vini vengono stabilizzati in maniera naturale con fecce fini. Questo consente di avere vini più genuini e limitare al massimo la solforosa.
Direttore della Cantina di Monteforte, dal dicembre del 2022, è Paola Gregori, una laurea in Economia e Commercio e due Master.
Quali sono le aspettative per vendemmia 2025 ? La nostra vendemmia è partita il 19 agosto con le precoci, Pinot Grigio e Chardonnay. Devo dire che la pianta quest’anno non è andata in stress vegetativo, per cui abbiamo riscontrato i primi mosti di altissima qualità, con una concentrazione del frutto davvero molto intensa. Le nostre uve sono sane e la quantità di Pinot Grigio, rispetto ad esempio alla passata vendemmia, possiamo quantificarla in un +10/15%. Ai primi di settembre iniziamo con le prime uve rosse, come il merlot, poi verso la metà del mese con la garganega. Il tempo peraltro si prospetta abbastanza stabile, con un’ultima ondatra di caldo che dovrebbe favorirne la maturazione. Ci attendiamo quindi un conferimento in cantina di circa un 20% in più rispetto al 2024 che ha fatto registrare
una vendemmia veramente scarsa a causa del cambiamento climatico, della grandine e altri eventi meteorogici. Tra le varie certificazioni oggi stiamo approntando anche Equalitas, per la sostenibilità sia del vigneto sia del sito produttivo.
Ultimo nato è il White Lava. Ci spieghi le sue caratteristiche.
E’ un Bianco Verona IGT che abbiamo portato al Vinitaly pubblicizzandolo col claim “Scopri il quinto gusto!”. Creato appena due vendemmie fa, avvolgente e profumato, con sentori di lime, cedro e yuzu. Molto particolare, sapido, minerale, agrumato, di facile abbinamento a tutta la cucina orientale e a tutti i piatti a base di verdure e carni bianche.
Il vostro mercato?
Noi siamo una cooperativa per cui la maggior parte del volume lo vendiamo sfuso. Per la parte invece che concerne la bottiglia, circa 5 milioni e mezzo, direi che copriamo un po’ tutti mercati, da quelli che prediligono i rossi a quelli che preferiscono i bianchi di cui ultimamente abbiamo riscontrato una maggiore richiesta. Ma soprattutto una richiesta della nostre UGA. Il Soave, che è stato un po’ bistrattato nel passato in quanto considerato di pronta beva, ora incontra il gusto dei nuovi consumatori. Non solo. Chi desidera un vino più strutturato e più importante sta scoprendo che le nostre UGA, nella zona del Soave classico, danno vini bianchi molto importanti, strutturati e quindi ecco una riscoperta della denominazione Soave attraverso queste parcellizzazioni, ognuna con le proprie caratteristiche organolettiche.
Come Direttore che impronta è riuscita a dare alla Cantina di Monteforte?
Ho cercato soprattutto di valorizzare i tesori che ho trovato nascosti: suoli vulcanici, la viticolture eroica, i vigneti e uve destinate ad un lungo invecchiamento. Mi spiego. La Garganega è vero che può essere un vino di pronta beva ma è anche vero che stiamo parlando di una dei sette ceppi madre della viticoltura italiana. E’ una pianta molto versatile che dona un frutto/vino che si presta ad un lungo invecchiamento, tant’è che il Soave Classico o Superiore DOCG è uno dei vini italiani più longevi. Ho dato quindi più valore a quello che già esisteva ma non veniva comunicato, capito e forse nemmeno selezionato. Mentre in cantina si separavano le uve di pianura da quelle di monte, adesso noi operiamo oltre 15 selezioni solo di uve di monte, proprio per andare a distinguere le diverse caratteristiche delle nostre UGA, diverse per i suoli, per i profumi e con proprietà organolettiche molto distinte, è questa la ricchezza del nostro territorio che giustamente va evidenziata ed assaggiata.













