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PRIME DE.CO A ISOLA DELLA SCALA

Risotto, cottura Pilaf, lasagne e bigoli con le sardele

Sono state illustrate lo scorso 7 febbraio, nell’auditorium di Santa Maria Maddalena, le prime quattro De.Co., Denominazioni Comunali, ottenute da Isola della Scala per altrettanti piatti tipici e ricette locali. Sono intervenuti per l’occasione il Sindaco Luigi Mirandola, alcuni Assessori e Consiglieri, i componenti della Commissione che ha seguito l’iter tecnico delle Denominazioni e i rappresentanti delle associazioni che hanno richiesto le procedure per il riconoscimento.

Le De.Co. riconosciute e quindi iscritte all’Albo Regionale sono: il Risotto all’Isolana De.Co., la Cottura Pilaf all’Isolana De.Co., le Lasagne con l’Anara De.Co. e i Bigoli con le Sardele De.Co.
Il risultato è frutto di un impegno di 15 mesi per ricostruire ricette, tradizioni, storie, caratteristiche dei prodotti e tecniche di cottura. Un lavoro che ha permesso di approfondire i natali di questi piatti popolari. Ad esempio, i Bigoli con le Sardele di Pellegrina sono un “lascito” dell’allora parroco durante la Quaresima dell’immediato Secondo dopoguerra quando, a causa del conflitto da
poco concluso, molte famiglie si trovarono in difficoltà economiche.

Più immediata, invece, la ricostruzione storica del Risotto all’Isolana le cui ricette ufficiali, la prima e il suo aggiornamento, sono frutto del lavoro e della competenza di due personalità
fondamentali per il territorio e il riso di Isola della Scala: il Cav. Pietro Secchiati, uno dei fondatori della Fiera del Riso (sua la ricetta poi riconosciuta con atto del Sindaco nel 1985) e
lo chef Giorgio Gioco (aggiornamento della ricetta nel 2016). La De.Co. ha riguardato anche la tecnica di cottura del risotto: Pilaf all’Isolana. Una tradizione del Medio Oriente fatta propria nei
decenni dai Mastri Risottari locali e tramandata di generazione in generazione. A caratterizzare questa tecnica anche l’uso dei paioli e del brodo, al posto dell’acqua, per cuocere il riso pilaf.
Infine, le Lasagne (fettuccine) con l’Anara rappresentano una tipicità della frazione Tarmassia, capace di valorizzare nel tempo, durante i momenti di festa, le piccole produzioni “da cortile” come le carni d’anatra e le uova per la pasta fresca.

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