A Soave torna la tradizione che fa del bene
Anche Papa Francesco ha potuto assaggiarlo e apprezzare la bellezza dell’etichetta dedicata al Giubileo del 2015.
Parliamo del Recioto “Casalin” che dopo qualche anno di silenzio è tornato a far parlare di sé durante l’ultima edizione della Festa del Vino di Soave.
“Abbiamo iniziato nel 2008 – dice Angelo Tebaldi che a Soave rappresenta il gruppo dei Senior di Coldiretti – con alcune aziende che ci davano un po’ di uva da lavorare.
Oggi siamo arrivati a confezionare 550 bottiglie grazie al contributo di una cinquantina di conferitori”.
Il progetto prevede che le aziende vitivinicole del territorio donino un po’ delle proprie uve che per un breve periodo vengono ospitate per l’appassimento nel fruttaio della Cantina di Soave.
Una volta pronto, il vino viene imbottigliato con l’aiuto di Cadis 1898 ed etichettato con i disegni degli studenti di Soave.
“Ogni etichetta è un pezzo unico – sottolinea Mirco Menini, giovane presidente di Coldiretti Soave che ha ridato vita alla tradizione del Recioto “casalin” – dato che sono disegnate una ad una dagli alunni delle scuole primarie seguendo di volta in volta un tema diverso”.
Per l’annata 2023 – 2024 il focus era l’opera verdiana dell’Aida nel centenario dell’Opera lirica in Arena.
In occasione della Festa del Vino che si è tenuta nella struttura del Borgo Rocca Sveva, sono state consegnate bottiglie in formato Magnum a diverse personalità nei settori più diversi: al Vescovo di Verona, Domenico Pompili, a Elisa Molinarolo, campionessa di salto in alto, ad Alexandrina Mihai, marciatrice italiana di origini moldave – entrambe residenti a Soave -, a Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona e al presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini.
Le bottiglie 2024 sono già tutte sold out e il ricavato verrà devoluto alle giovani generazioni dei soavesi con l’ammodernamento del parco giochi.
E per Papa Francesco è già pronta una nuova bottiglia che gli verrà recapitata per mano del Vescovo Pompili.













