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REGOLAMENTO SUGLI IMBALLAGGI

L’Italia vota contro

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato, il 18 dicembre scorso a Bruxelles, un accordo sulla proposta di regolamento sugli imballaggi. L’Italia, come annunciato anche dal ministro per
l’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha votato contro.

Tra gli obiettivi generali dell’accordo la riduzione degli imballaggi proposti nel regolamento (-5% entro il 2030, -10% entro il 2035 e -15% entro il 2040). Inoltre, viene proposto il divieto della
vendita di borse di plastica molto leggere (sotto i 15 micron), a meno che non siano necessarie per motivi igienici o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi per aiutare a prevenire gli sprechi alimentari. Propongono inoltre di limitare fortemente l’uso di alcuni formati di imballaggio monouso. I distributori finali di bevande e cibo da asporto nel settore dei servizi di ristorazione, inoltre, dovrebbero offrire ai consumatori la possibilità di portare il proprio contenitore. I deputati, inoltre, vogliono che i paesi dell’Ue garantiscano che il 90% dei materiali contenuti negli imballaggi venga raccolto separatamente entro il 2029.

Il commento di Confcommercio: “L’orientamento approvato dal Consiglio ambiente sul regolamento di modifica della disciplina sugli imballaggi risente di un approccio fortemente ideologico e contiene norme inadeguate rispetto al contesto economico e sociale del nostro Paese che rischiano, in assenza di modifiche significative, di travolgere interi settori del made in Italy”.

“A subire i danni peggiori – ha proseguito la Confederazione – sarebbero tutti gli utilizzatori di imballaggi ed, in particolare, le imprese della filiera alimentare, la piccola, la media e la grande
distribuzione organizzata, gli operatori della ristorazione, del vending, dell’intrattenimento e del turismo, e molti altri comparti fra essi strettamente interconnessi”. Secondo Confcommercio, questo non solo può confliggere con le regole di protezione e conservazione degli alimenti e di tutela della salute del consumatore, ma genererebbe anche un maggior inquinamento ambientale dovuto al trasporto di ritorno degli imballaggi dopo il loro uso. Gli esercizi commerciali, poi, devono poter rifiutare un contenitore fornito da un cliente se lo ritengono non igienico o inadatto al cibo o alla bevanda venduti.

“Unica nota non negativa – ha proseguito Confcommercio – l’orientamento espresso ieri dal Consiglio sul tema del cauzionamento, in quanto è stata aggiunta l’esenzione dall’obbligo di introdurre un sistema di deposito e restituzione per gli Stati membri con un tasso di raccolta differenziata superiore al 78% entro il 2026. Confcommercio auspica che il negoziato che ora si aprirà tra Parlamento, Consiglio e Commissione possa tener conto anche delle ragioni delle imprese e che prevalga la posizione del Parlamento su monouso e riciclo/riuso. “I giusti obiettivi della transizione ecologica che l’Europa e i suoi Stati membri intendono perseguire non devono compromettere la crescita e la competitività dei sistemi economici che, ancora oggi, risentono degli effetti delle
molteplici crisi – sanitarie, sociali, economiche e geopolitiche – che si sono susseguite nel volgeredi pochi anni”, ha concluso Confcommercio.

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