ACCADICA MAGAZINE
Cerca
Close this search box.

RIFUGIO PRIMANEVE

Accogliente in tutte le stagioni

Non puoi dire di aver percorso la Translessinia se non ti fermi al Primaneve, il rifugio che accoglie il visitatore in tutte le stagioni, dall’alto della sua posizione a dominare le terre alte e con l’inconfondibile sagoma della sua struttura, facilmente identificabile da ogni angolo della Lessinia.

D’altra parte, il rifugio Primaneve grazie ai 1760 metri del Monte Tomba che lo ospita, è il più alto del territorio del Parco della Lessinia, ma nello stesso tempo vanta una logistica particolarmente favorevole che permette di raggiungerlo facilmente con ogni mezzo. A ciascuno, anche in base alla stagione, la scelta su come arrivarci: in auto o in moto per i più pigri (e quando la strada è percorribile) oppure in mountain bike, a piedi o “galleggiando” sulle ciaspole quando la neve ammanta i pendii del Tomba. Ammirare la nebbia danzare sui pendii ai piedi del rifugio, oppure starsene seduti ad attendere che le luci della città accendano piano piano il panorama, o ancora guardare scendere l’ultima luce del sole ad infiammare il cielo e la montagna innevata. Poi, dopo il
momento poetico, è meglio entrare e godersi il calore dell’ospitalità della famiglia Trevisani ed il piacere della cucina tradizionale proposta dal rifugio.

Lo staff, Sara, Sebastiano, Lina e Renato Trevisani, è sempre lì ad accoglierti con simpatia e cordialità: durante l’intera stagione invernale, fino a marzo, il rifugio è infatti aperto tutti i giorni, mentre nelle stagioni intermedie lavora durante i fine settimana.

Accoglienza ed ospitalità ai massimi livelli, cucina tradizionale con ingredienti di prima scelta e una carta dei vini selezionata dalla competenza dei sommelier della famiglia Trevisani fanno della sosta al Primaneve un’esperienza che mette sempre voglia di tornare. Cucina tradizionale, si diceva. Il menù del rifugio è interamente votato alle ricette della tradizione locale, quasi tutto viene
preparato in casa, con la massima attenzione all’utilizzo di prodotti del territorio.

Il piatto più rappresentativo naturalmente sono i caratteristici “gnocchi sbatui”: acqua, farina, burro a profusione e formaggio locale ad insaporire il tutto. Una vera gioia per il palato. In alternativa si possono provare i pizzoccheri preparati con formaggi locali e spinaci, le fettuccine al ragù di cinghiale, oppure una delle ricche zuppe di verdure. Tra i secondi, la carne la
fa da padrone, su tutto le costine di maiale alla griglia, ma perché non concedersi una gustosa citazione… cinematografica, ordinando il “Bud Spencer” ovvero la fagiolata con salsiccia e salsa di pomodoro? Completa e ricercata, come si diceva, la lista dei vini, davvero inaspettata per un rifugio montano, così pure sono tutte da provare le birre artigianali ed i digestivi. Una vera coccola questi ultimi, per affrontare in allegria la strada del ritorno che, per fortuna, è in discesa.

Gianluca Marastoni

ACCADICA

Registrati per ricevere ogni mese la tua copia gratuita del magazine ACCADICA