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SHRINKFLATION

Rimpicciolite le confezioni ma non i prezzi

Sarà capitato a tutti di fare la spesa e di notare come le confezioni di alcuni prodotti, a parità di prezzo, siano state rimpicciolite e contengano quindi una quantità di prodotto inferiore. Questo
fenomeno viene definito “shrinkflation“. Il termine deriva dall’unione del verbo “to shrink” (restringere) e il sostantivo “inflation” (inflazione) ed è una strategia adottata da diversi produttori per mantenere il prezzo invariato, riducendo però le dimensioni delle confezioni. Questo fenomeno è stato osservato in diversi settori, soprattutto in quelli dei cibi e delle bevande e dei prodotti per la cura della persona. I consumatori, in sostanza, pagano lo stesso prezzo per una quantità di prodotto inferiore.

Il problema nasce perché, sebbene il minor quantitativo venga indicato sulla confezione dal produttore, spesso questa circostanza sfugge all’occhio del consumatore, il quale non si accorge che la merce che acquista abitualmente sia contenuta in una confezione di poco più piccola. Spesso le modifiche sono poco percettibili e accompagnate da qualche elemento grafico “diverso” sulla confezione in modo da spostara l’attenzione del consumatore. Infatti, le persone sono spesso portate a ricordare il prezzo di un prodotto che acquistano con una certa frequenza e potrebbero, quindi, non notare immediatamente, soprattutto se non confrontano regolarmente le dimensioni delle confezioni, la variazione del peso della confezione.

Questa strategia, come detto, viene spesso applicata a generi alimentari di largo consumo e può avere evidenti ripercussioni sul bilancio familiare, trattandosi di prodotti acquistati frequentemente. Ad esempio, ci sono stati casi di mozzarelle vendute a pezzi da 100 grammi, anziché i classici 125 grammi, oppure tavolette di cioccolata passate da 100 grammi a 90 grammi, non dimenticandosi delle confezioni di noti biscotti improvvisamente più piccole.

La shrinkflation può influire negativamente anche sulla trasparenza e sulla fiducia dei consumatori. Molti di loro, infatti, quando le dimensioni delle confezioni vengono ridotte senza un adeguato avviso e poi scoprono casualmente le modifiche, sono assaliti da un senso di inganno e possono perdere fiducia nei
confronti delle aziende che pongono in essere tali comportamenti.

Le associazioni dei consumatori stanno monitorato il caso del “shrinkflation“ e hanno presentato delle segnalazioni all’Antitrust per chiedere di verificare se al suddetto fenomeno possa essere applicata la normativa stabilita dal Codice del Consumo, in particolare in tema di pratiche commerciali scorrette.

Avv. Giorgia Speri
Casa del Consumatore Verona centro

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