L’Italia non parte da zero

La sicurezza nei locali dopo Crans Montana

La notte di Capodanno, mentre molti festeggiavano l’arrivo del nuovo anno, un grave incendio divampato in un locale di Crans Montana ha riportato al centro dell’attenzione un tema che nel settore Ho.Re.Ca. non dovrebbe mai passare in secondo piano: la sicurezza antincendio.

Per gli operatori italiani del comparto, questo episodio deve rappresentare un monito potente; la normativa nazionale, infatti, è chiara e articolata, ma la sua efficacia dipende dalla capacità dei gestori di applicarla con metodo, continuità e consapevolezza. Il riferimento principale per la sicurezza antincendio nei locali aperti al pubblico è il “Codice di prevenzione incendi”, introdotto con il D.M. 3 agosto 2015 e integrato nel 2021; si tratta di un impianto normativo che propone un modello basato sulla valutazione del rischio e sulla gestione continua della sicurezza da parte degli operatori del settore. La valutazione del rischio non è un documento da compilare una volta e archiviare, ma un’analisi che deve riflettere fedelmente la realtà del locale: la capienza effettiva, la disposizione degli arredi, la presenza di cucine o impianti a gas, le vie di esodo, gli eventuali eventi che aumentano l’affluenza.

Accanto a questo documento, la normativa italiana attribuisce grande importanza alla formazione del personale. Gli addetti antincendio devono essere nominati e formati secondo livelli specifici, con aggiornamenti periodici. In un’emergenza, infatti, la differenza tra un’evacuazione ordinata e il caos dipende dalla capacità di chi lavora nel locale di riconoscere i segnali, attivare le procedure e guidare i clienti verso l’uscita. È un aspetto spesso sottovalutato, ma decisivo.

Un altro elemento centrale è la manutenzione dei presidi e degli impianti. Estintori, porte tagliafuoco, impianti elettrici, sistemi di rilevazione fumi e cappe di aspirazione devono essere controllati e mantenuti in efficienza, con registri aggiornati. La normativa non lascia margini di discrezionalità: un impianto non manutenuto è un rischio concreto, non un dettaglio tecnico. Eppure, nella pratica, la manutenzione è spesso percepita come un costo da rimandare; è un errore che può avere conseguenze gravi, perché un principio d’incendio può trasformarsi in un rogo incontrollabile proprio quando un dispositivo non funziona come dovrebbe.

Per molte attività del settore (es alberghi) è inoltre obbligatorio presentare la SCIA antincendio e, nei casi previsti, ottenere il controllo dei Vigili del Fuoco; non si tratta di un adempimento formale, ma di un impegno a mantenere nel tempo le condizioni dichiarate.

La tragedia di Crans Montana ricorda che la sicurezza antincendio è ciò che permette a un luogo di incontro di restare uno spazio sicuro, non una potenziale trappola. La prevenzione è parte integrante della responsabilità di chi gestisce un locale: tutela le persone, protegge l’attività e sostiene la credibilità dell’intero settore. In un comparto che vive della fiducia dei clienti, garantire sicurezza significa garantire qualità.

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