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SLOW FOOD

Intervista a Serena Milano, Direttrice di Slow Food Italia

Quali sono gli obiettivi principali che Slow Food Italia si propone di raggiungere nel corso del prossimo anno? Il 2024 sarà l’anno di Terra Madre (a Torino, dal 26 al 30 settembre), il nostro evento più importante, il cui tema centrale è il rapporto degli esseri umani con la natura. Quasi tutti i più gravi problemi di oggi hanno un’origine comune: ci siamo scordati che siamo natura, animali tra gli animali, e non riusciamo più ad avere un rapporto equilibrato con la terra. Il cibo può essere lo strumento per recuperare una relazione positiva con la natura, perché ci riconduce ogni giorno alla terra e al contempo rappresenta cultura, saperi, condivisione. Il 2024 sarà anche un anno cruciale per il progetto degli orti Slow Food.

Affiancheremo infatti i nostri orti nelle scuole con nuovi orti sociali, nelle periferie, accanto alle biblioteche, negli ospedali. Sarà un anno decisivo per il progetto “Salviamo i prati stabili e i pastori”, che capovolge la narrazione sui pastori, per restituire dignità a un mestiere che oggi, più che mai, sa rispondere a tante emergenze, dalla crisi climatica alla messa in sicurezza del territorio.
Quali strategie si intendono adottare per rafforzare il settore alimentare locale? Il nostro progetto principale in difesa del settore alimentare locale è quello dei Presìdi. I Presìdi tutelano e custodiscono un insieme di saperi, tecniche, paesaggi, tramandato collettivamente dalle comunità locali. Certo, essi rappresentano una parte minima del settore agricolo e dell’artigianato alimentare, ma sono esempi replicabili che restituiscono dignità ai produttori. Accanto ai Presìdi ci sono le reti, che si concentrano su alcune filiere cruciali: Slow Beans (che promuove la coltivazione e il consumo dei legumi), Slow Grains (che riscopre i grani autoctoni e mette insieme contadini, mulini, panettieri, pizzaioli), Slow Mays (che lavora per salvare le tante varietà autoctone di mais), la rete dei castanicoltori (nata per recuperare la cura dei castagneti e delle terre alte). Ogni nostro progetto fa leva su più fronti: l’accompagnamento tecnico dei produttori, la
comunicazione, la narrazione dei prodotti e di quel che c’è dietro (il lavoro, i volti, il territorio), l’educazione dei consumatori.

Con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico più ampio, quali nuovi approcci e strumenti digitali verranno adottati da Slow Food Italia nel prossimo anno? Siamo consapevoli dell’importanza e
delle potenzialità degli strumenti digitali. Comunichiamo quotidianamente attraverso i social e raggiungiamo tutti nostri contatti con una newsletter settimanale. Ogni anno organizziamo, esclusivamente per i soci, il percorso di formazione on line “Food To Action”, che consente di approfondire temi cruciali legati al cibo e all’agricoltura. Per sensibilizzare le persone continuiamo a puntare soprattutto sull’incontro fra produttori e consumatori, che cerchiamo di facilitare in ogni modo, attraverso iniziative come Presìdi Aperti, con i Mercati della Terra, con tutti gli eventi nazionali e internazionali. Crediamo molto nel lavoro sul territorio della nostra rete, nella conoscenza diretta dei luoghi e dei produttori, in attività concrete e sociali come la realizzazione di un orto a scuola, che coinvolge bambini insegnanti, genitori e nonni.

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