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UN PERIODO STORICO DI CRISI

La ripresa successiva infonde fiducia

Siamo in mezzo a una combinazione di elementi negativi sui quali, non fosse bastata la guerra in Ucraina, si è aggiunta questa devastante in Medioriente, di cui non siamo in grado di decifrare che tipo di escalation potrà avere.

La storia a volte ama stupirci. Era il 6 ottobre 1973 quando scoppiò la guerra dello Yom Kippur. A 50 anni da quel terribile autunno il Medioriente e Israele sono nuovamente protagonisti di una guerra improvvisa e inaspettata. Ma se tante sono le analogie, altrettante sono le grandi differenze. Inforcando gli occhiali della storia, torniamo all’estate del 2022, quando appena 14 mesi fa avevamo paura dell’inverno, temevamo che non avremmo avuto di che riscaldarci, la dipendenza dalla Russia superava il 40% e il costo del gas per kilowattora era di 360 dollari.

Oggi la dipendenza dalla Russia è del 4% e quel prezzo è sceso di circa il 90%. Quindi è naturale essere preoccupati di fronte a notizie dal Medioriente, ma gli occhiali della storia ci portano ad essere oggettivamente fiduciosi e pieni di speranza. Le crisi fanno sempre pagare un alto prezzo a chi ne viene direttamente toccato, ma la ripresa successiva rappresenta una sorta di dividendo. Sui mercati finanziari stiamo vivendo una fase di volatilità impegnativa, generata dalla lunga e atipica fase di tassi negativi e dal mutato atteggiamento dell’umanità post Covid.
Passata la pandemia la nostra percezione dell’essere vivi è cambiata. Abbiamo riscoperto il piacere di produrre e consumare, ma questo ha acceso la miccia di quella ripresa inflazionistica che poi l’aggressione russa all’Ucraina ha fatto divampare. Le banche centrali hanno non solo deciso di alzare i tassi ma di farlo anche molto rapidamente, come non mai. Questo ha dato il via alla più grande crisi del mercato obbligazionario della storia.

Ma, guardando con lucidità e con la giusta prospettiva di osservazione, l’asset class obbligazionaria è tornata ad essere molto attrattiva e, quando i rialzi dei tassi si arresteranno e ancor più quando saranno seguiti dai ribassi, chi ha accusato perdite ieri recupererà, purché abbia la pazienza di capire che questa inversione di tendenza ha i suoi tempi. A maggior ragione, per chi ha liquidità da investire, oggi l’obbligazionario è tornato ad essere molto interessante.

L’investimento in azioni è l’investimento nell’economia reale, il migliore possibile. Da sempre è il modo più efficiente per contrastare l’inflazione. In un momento in cui la prima preoccupazione dell’investitore è proteggere il potere d’acquisto del patrimonio, è un investimento che non possiamo non considerare. In conclusione, massima diversificazione e tempo di permanenza nei mercati sono le due regole d’oro che, se applicate, porteranno sempre a risultati positivi.

Pier Paolo Abbà

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