Conoscenza, ascolto, monitoraggio. Sono queste le tre parole che identificano la vendemmia 2026 a Villa Franciacorta.
«Lavorare solo le uve di proprietà ci consente di conoscere esattamente il comportamento delle singole parcelle e vendemmiarle nel momento giusto», afferma Roberta Bianchi, alla guida insieme al marito Paolo e ai figli Alessio e Matteo. «Accanto alle analisi di laboratorio, infatti, l’esperienza dell’uomo fa la differenza, soprattutto in annate così estreme. Il grande caldo ha certamente rappresentato una condizione anomala che, però, non è molto diversa da quella del 2022 che, nel tempo, si è rivelato un ottimo millesimo».
La vendemmia è partita tempestivamente da appezzamenti singoli che presentavano l’equilibrio ottimale tra zuccheri e acidità, con parametri particolarmente interessanti di acido malico, e in tutti i vigneti le uve si sono mostrate belle e sane. Il parco vitato si è mantenuto in salute e verde grazie alle escursioni termiche che caratterizzano i luoghi dove si trovano i vigneti e all’età media delle viti, oltre i 25 anni, capaci di reagire bene anche in condizioni critiche estreme.
Si conferma così la capacità di Villa Franciacorta di produrre ottimi millesimi anche in annate complesse. Il segreto, oltre all’esperienza, è poter contare su squadre di vendemmiatori performanti, che nonostante il caldo possono lavorare in condizioni di sicurezza e comfort. La vendemmia si svolge solo nelle prime ore della mattina e verso sera, mentre in quelle centrali della giornata l’azienda ha allestito un’area relax nel bosco di Noci.
E se la qualità delle uve è fondamentale, non è scontato mantenerne in cantina l’identità. Per questo l’azienda da anni collabora con l’Università di Firenze, con cui ha individuato i FCR3 e FCR6. Quest’anno la sperimentazione si allargherà a 2 nuovi profili genetici, che saranno testati in cantina durante le vinificazioni con la presenza fisica dei due docenti di cattedra dell’Università di Firenze con cui Villa Franciacorta collabora da anni.













