VinoVip Cortina: premio Khail a Marilisa Allegrini

Si è aperta nel segno dei grandi protagonisti dell’enologia italiana la quindicesima edizione di VinoVip Cortina, l’appuntamento biennale ideato da Civiltà del bere che il 12 e 13 luglio ha riunito nella Regina delle Dolomiti il meglio del vino italiano.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stato il talk show I tenori del vino italiano, condotto da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere. Sul palco dell’Alexander Girardi Hall si sono confrontati quattro protagonisti che hanno contribuito a costruire il prestigio internazionale del vino italiano: Piero Antinori, Sandro Boscaini, Angelo Gaja e Fausto Maculan.

Il confronto ha offerto una lettura autorevole delle sfide che attendono il comparto. Tra i maggiori pericoli che minacciano il settore sono emersi l’impatto del climate change, sottolineato da Angelo Gaja e Fausto Maculan, il cambiamento dei modelli di consumo citato da Sandro Boscaini, l’instabilità dei mercati, l’aumento dei costi di produzione e gli ostacoli burocratici evidenziati da Piero Antinori.

Tra i momenti più attesi della giornata, la consegna del Premio Khail 2026, riconoscimento riservato alle personalità che hanno contribuito in modo determinante alla crescita e all’affermazione dell’enologia italiana nel mondo.

L’edizione 2026 ha visto premiata l’imprenditrice Marilisa Allegrini, Lady Amarone, simbolo della Valpolicella e protagonista dell’internazionalizzazione del vino italiano. Entrata nel settore nel 1983, ha guidato lo sviluppo del Gruppo Allegrini con investimenti anche a Bolgheri e Montalcino.

Prima donna italiana a conquistare la copertina di Wine Spectator nel 2017, tre anni dopo è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica.

«Marilisa Allegrini è una figura che ha saputo affermarsi come celebrità internazionale del vino. Con instancabile passione ha promosso non solo i territori in cui opera, ma ha anche contribuito a elevare il livello della comunicazione del vino italiano nel mondo. Attraverso iniziative curate con straordinaria attenzione ai dettagli, ha saputo trasmettere quell’eleganza ricca di contenuti che rappresenta uno dei tratti distintivi dello stile italiano», ha spiegato Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere.

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